
Julian non sembrava risentire della chemioterapia di preparazione, anzi sembrava risollevato, e con uno stato di salute stupendo entrò nella sala trapianto assieme alla mamma. L'infermiera ci spiegò quello che sapevamo solo in parte: nella stanza trapianto sterile potevano stare soltanto Julian e la sua mamma. Per fortuna avrei potuto vederli dal balcone tutte le volte che volevo e così comprai subito dei walkie-talkie per comunicare con loro. Il 9 luglio, verso le 18, scese la prima goccia di nuovo midollo per Julian. Per i 20 giorni successivi Julian è stato benissimo. Non si è lamentato di niente, ha imparato a convivere subito con il letto dal quale non può scendere e con l’idea che papà non poteva entrare; non ha mai fatto capricci. Dopo 25 giorni il professore che lo seguiva ci chiamò in disparte e ci comunicò che il trapianto era andato male, rigettato al 100 %. Io e mia moglie abbiamo visto solo il buio, ma il professore ci disse che avremmo tentato subito un altro trapianto da un altro cordone ombelicale. Il 10 agosto viene trasfusa a Julian un'altra sacca di cellule staminali da cordone; è il secondo trapianto. Sembrava andare tutto bene, Julian stava benissimo, ma a metà settembre la malattia ritornò, e ci dissero che anche il secondo trapianto era stato rigettato. Io e mia moglie capimmo che Julian era stanco di combattere e passammo i 20 giorni successivi con la consapevolezza di aspettare solo che Julian passasse a vita migliore al fianco di Gesù. Noi sapevamo quello che stava succedendo ma non abbiamo mai pianto davanti a Julian e non abbiamo detto niente né agli amici, né ai parenti; forse avrebbero pensato che eravamo dei pazzi, o che eravamo stanchi di combattere. Solo noi tre, mamma, papà e Julian sapevano cosa stava succedendo. Il professore ci consigliò un terzo trapianto dal midollo della mamma, e noi, anche se eravamo consapevoli che sarebbe stato tutto inutile, accettammo quella chance. Il 17 ottobre 2008 viene prelevata alla mamma, Angela, una sacca di cellule staminali dal midollo e alle ore venti dello stesso giorno, Julian riceve il terzo trapianto. Dopo una notte di lamenti e prelievi, verso le 4.30 del mattino capimmo che il momento era arrivato.
Il 18 ottobre alle 11.58 il nostro piccolo amore è volato in cielo, lasciando mamma e papà in un mare di dolore, ma con la consapevolezza che era passato a vita migliore.Il piccolo Julian ci ha lasciato perché questa merda di leucemia non ha ancora una terapia adeguata, essendo una forma rara. Le ricerche per combattere queste forme di malattia non vengono finanziate dalle ditte farmaceutiche perché ritenute non convenienti. Allora sta a gente di cuore organizzare eventi e raccogliere fondi per sostenere la ricerca e finanziare borse di studio per i ricercatori Questo è lo scopo della nostra associazione, che oltre a finanziare la ricerca, si propone di promuovere la donazione di midollo osseo e di sangue sensibilizzando la popolazione a iscriversi alle banche dati dei donatori sottolineandone l’importanza. Io e mia moglie abbiamo promesso a Julian che avremmo continuato a combattere contro questa malattia, e lo faremo fino a quando lui ci darà la forza di farlo.
Per chi ci vuole conoscere questo è il nostro blog: blog.libero.it/julianjmml
Julian Story