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Ora che abbiamo tutti ben chiaro per sommi capi cosa si intende per leucemia, possiamo approfondire anche quali sono i segni clinici della malattia, come si effettua una diagnosi e soprattutto quali sono i primi passi da fare per cercare di sconfiggerla. Come sappiamo, la leucemia attacca il midollo e lo invade di cellule staminali immature (blasti) che lo rendono incapace di mettere in circolo globuli bianchi e globuli rossi. Queste alterazioni del sangue provocano diverse reazioni nell’organismo; si tratta dei sintomi clinici della leucemia e sono di fondamentale importanza, in quanto costituiscono i primi campanelli d’allarme per diagnosticarla: - Pallore - Febbre per cause sconosciute o a ripetizione - Stanchezza - Molti lividi - Sangue dal naso - Ingrossamento della milza e dei linfonodi - Sonno disturbato - Dolori alle gambe
Ovviamente non basta presentare qualcuno di questi sintomi per avere la leucemia, ma di certo ci danno un motivo per esporli al nostro medico e insieme decidere di fare altri eventuali controlli.
Il secondo passo, infatti è effettuare l’emocromo, (l’esame di base per tutte le indagini ematologiche), che ci fornirà il numero dei globuli bianchi, dei globuli rossi e delle piastrine presenti nel nostro sangue. A questo punto, se tale esame dovesse rivelare un elevata presenza di globuli bianchi immaturi (blasti), siamo in presenza di una leucemia.
Per una corretta ed efficace cura però, è necessario classificarla, perché l’approccio terapeutico varia a seconda del tipo di leucemia che si intende combattere. Per effettuare tale classificazione si deve effettuare una biopsia osteo-midollare, ossia un prelievo di alcuni frammenti di midollo osseo per sottoporli ad analisi.
Una volta individuato il tipo di leucemia, si può procedere alla terapia. Le nostre armi principali contro le leucemie: chemioterapia, radioterapia e trapianto di midollo, delle quali parleremo in maniera più approfondita nella prossima newsletter.
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